Cassazione Civile Sez. lavoro sentenza n. 7945 del 27 marzo 2008

Il diritto del genitore o del familiare convivente con una persona disabile di scegliere la sede lavorativa più vicina al suo domicilio e di non essere trasferito ad altra sede senza il suo consenso non è un diritto incondizionato, in quanto non può essere esercitato ove finisca per ledere in maniera consistente le esigenze economiche, produttive o organizzative del datore di lavoro.

 

Cassazione Civile Sez. Lavoro sentenza n. 9814 del 14 aprile 2008

In materia di impiego pubblico privatizzato, la Corte di cassazione, riconfermando i consolidati principi secondo i quali anche gli atti di conferimento di incarichi dirigenziali rivestono la natura di determinazioni negoziali assunte dall'amministrazione con la capacità e i poteri del privato datore di lavoro, ha ulteriormente specificato che le norme di cui all’art. 19, comma 1, del d.lgs. n. 165 del 2001, obbligano la P.A. a valutazioni anche comparative, all’adozione di adeguate forme di partecipazione ai processi decisionali e ad esternare le ragioni giustificatrici delle scelte, alla luce anche delle clausole generali di correttezza e buona fede nonchè dei principi di imparzialità e di buon andamento di cui all'art. 97 Cost.. La pronuncia in esame ha poi concluso che, nel caso in cui l’amministrazione non abbia fornito nessun elemento circa i criteri e le motivazioni seguiti nella scelta dei dirigenti ritenuti maggiormente idonei agli incarichi da conferire, è configurabile inadempimento contrattuale, suscettibile di produrre danno risarcibile.

 

Cassazione Civle Sez. Lavoro sentenza n. 8439 del 1° aprile 2008

Il dipendente che abbia diritto ad una qualifica professionale superiore non riconosciuta dal datore di lavoro ha diritto al risarcimento del danno da dequalificazione, che può essere anche quantificato in modo crescente con il decorrere del tempo, se la sua attività è di quelle che richiedono aggiornamenti continui ( nel caso di specie, programmatore informatico).

   
   
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