LA BANCA MONTE DEI PASCHI DI SIENA CONDANNATA A RESTITUIRE  130.000,00 AD UN RISPARMIATORE DIFESO DALLO STUDIO LEGALE DEL CAMPO
 

La vicenda risale al 1999, anno in cui la Banca emette e colloca presso i sui clienti una obbligazione trentennale con scadenza 2029, ma, dice il regolamento consegnato ai clienti, con opzione di chiedere il rimborso del capitale alla scadenza del decimo anno (2009).

Nel 2009 il cliente chiede il rimborso del capitale, ma la Banca si oppone dicendo che la possibilità di rimborso anticipato era un errore materiale riconoscibile, dovendo invece considerarsi la durata trentennale. E' ovvio che la differenza di tempo di rimborso non è poca.

Da qui la causa che vede la Banca condannata per inadempimento degli specifici obblighi informativi cui sono tenuti gli operatori del settore, specificazione degli obblighi generali di diligenza, correttezza e buona fede; la conclusione è avvalorata dall'art.1370 cod. civ., secondo il quale le clausole contenute in moduli o formulari predisposti da uno dei contraenti si interpretano, nel dubbio, a favore dell'altro contraente.

Quello che è strano, e a cui la sentenza fa un breve accenno, è che nel regolamento ufficiale inviato dalla Banca alla CONSOB, e da questa successivamente pubblicato, non vi è la clausola relativa al rimborso anticipato, e che nessuna filiale della Banca si sia subito accorta dell'errore, considerato che il regolamento consegnato ai clienti era stato stampato con supporto informatico in modo uniforme per tutte le filiali.

Altra parte della sentenza applica gli ultimi orientamenti della Cassazione (SS.UU. n.19499/2008) in materia di interessi sule obbligazioni pecuniarie, stabilendo il tasso degli interessi dovuti nella misura pari a quello dei BOT con scadenza dodici mesi.



La sentenza: TribCT37372010.pdf

 

CORTE DI CASSAZIONE SS.UU. SENTENZA N.14292/2010: LA DIFFIDA AD ADEMPIERE DEVE ESSERE ESEGUITA PERSONALMENTE DALLA PARTE, NON BASTA IL MANDATO VERBALE AD UN AVVOCATO.

Ecco la sentenza: Cass.SS.UU.142922010.doc

 

TRIBUNALE DI BENEVENTO, SENTENZA DEL 17/06/2009.

Il momento iniziale del termine prescrizionale decennale per il reclamo delle somme indebitamente trattenute dalla banca a titolo di interessi decorre dalla chiusura definitiva del conto corrente.
Infatti il conto corrente bancario è soggetto alla prevalente disciplina del mandato, per cui come nel mandato che preveda più prestazioni del mandatario, anche il conto corrente bancario è un contratto unitario che, pur articolato in una pluralità di atti esecutivi, da luogo ad un unico rapporto giuridico, per cui i vari prelievi ed accreditamenti non possono dar luogo a singoli rapporti - costitutivi od estintivi - ma determinano solo variazioni quantitative dell'unico originario rapporto. Questo indirizzo è stato confermato in pieno dalla Suprema Corte, relativamente a cause di anatocismo bancario: solo con il conto finale si stabiliscono definitivamente i crediti ed i debiti delle parti tra di loro per cui solo dalla chiusura finale del conto decorre il termine decennale di prescrizione per il reclamo da parte del correntista delle somme indebitamente trattenute dalla banca per interessi calcolati dalla banca senza valida pattuizione.

 

Tribunale di Bari Sez. IV 03/11/2009 n. 3257 .

 

Dott. Enrico Scoditti

(Diritto Fallimentare)

In tema di revocatoria fallimentare, la necessità di considerare sussistente la cosiddetta copertura di un conto corrente bancario non si dà nel caso di “castelletto di sconto” o fido per smobilizzo crediti, i quali non attribuiscono al cliente della banca, a differenza del contratto di apertura di credito, la facoltà di disporre con immediatezza di una determinata somma di danaro, ma sono esclusivamente fonte, per l'istituto di credito, dell'obbligo di accettazione per lo sconto, entro un predeterminato ammontare, dei titoli che l'affidato presenterà. Ne deriva che l'esistenza di un fido per lo sconto di cambiali non può far ritenere coperto un conto corrente bancario, nè può far escludere, ai fini dell'esercizio dell'azione predetta, il carattere solutorio delle rimesse effettuate su tale conto dal cliente, poi dichiarato fallito, se nel corso del medesimo rapporto il correntista abbia sconfinato dal limite di affidamento concessogli con il diverso contratto di apertura di credito. Tale distinzione non viene meno se tra le due linee di credito sia poi stabilito un collegamento di fatto, nel senso che i ricavi conseguiti attraverso sconti e anticipazioni siano destinati a confluire nel conto corrente di corrispondenza che riflette l'apertura di credito, trattandosi di un meccanismo interno di alimentazione di quel medesimo conto attraverso le rimesse provenienti dalle singole operazioni di smobilizzo dei crediti, alla stregua di qualunque altra rimessa di diversa provenienza.

 

TRIBUNALE DI NOLA, SENTENZA DEL 18/06/2009: L'AZIONE DI RESPONSABILITA' SOCIALE ESERCITATA DAL CURATORE FALLIMENTARE SI PRESCRIVE IN CINQUE ANNI DECORRENTI DALLA CONOSCIBILITA' DELLA INSUFFICIENZA DEL PATRIMONIO SOCIALE.

Ciò poichè l'azione ha carattere unitario. In effetti la conoscibilità della insufficienza del patrimonio sociale è circostanza più generale e ampia rispetto alla dichiarazione di fallimento, ma se quest'ultima è successiva alla predetta conoscibilità, la curatela potrebbe incorrere nella prescrizione.

La sentenza: Nola[1].pdf

 

L'ARBITRATO DEBUTTA NELLE BANCHE:

Al via da settembre per le controversie relative ad operazioni e servizi bancari e finanziari:

Qui il testo: Disposizioni.pdf

CORTE DI CASSAZIONE CIVILE SS.UU. SENTENZA N.19499/2008:

La Corte precisa i criteri per il riconoscimento del maggior danno nelle obbligazioni  pecuniarie rispetto agli interessi legali.
Per tutti i creditori è possibile fare riferimento al rendimento netto dei BOT a 12 mesi.
Per gli imprenditori commerciali è possibile fare riferimento agli interessi passivi usualmente applicati dalle banche, che oggi equivale all'EURIBOR maggiorato di uno spread da 0,20 a 2,50 punti.
E' ovvio che tale tutela si aggiunge a quella prevista dal D.Lgs.231/2002 (tassi di interesse moratori europei), ma non è soggetta alle contestazioni ancora oggi sollevate dalle Aziende UU.SS.LL. circa l'applicabilità della normativa ai rapporti di accreditamento e concessione pubblica.

Ecco la sentenza: 19499[1].pdf

   
   
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